Chiese


Murialdo e le sue Chiese


S. Giovanni Della Langa |S. Maria Maddalena |S. Pietro |Cappella Dei Santi Giacomo E Filippo | Oratorio Di S.Agostino
Cappella Di San Rocco e Di San Giuseppe |Cappella Della Madonna Di Loreto |Madonna Dell'Annunciata
Cappella Dei Santi Gervasio E Protasio|Madonna Della Neve |Sant'Antonio Abate |S. Bernardo | S. Lorenzo
Cappella Di S. Sebastiano|S. Giacomo|Sant'Antonio Di Padova |Cappella Di S. Tommaso | S. Maria Degli Angeli |S. Rocco


In questa sezione tratteremo se pur in modo sintetico, delle numerose Chiese e Cappelle situate nel territorio di Murialdo.


S. Giovanni Della Langa

Borgata Piano

Sul crinale che divide Murialdo e Castelnuovo di Ceva si erge tra i boschi, la cappella di S.Giovanni. Accessibile dall'ingresso laterale si mostra nei suoi 11 metri di lunghezza e 5,3 di altezza; la corpertura è costituita da capriate lignee a vista e il presbiterio è sopraelevato di un gradino. A causa del grande spessore del muro di facciata(una peculiarità per Murialdo), si pensa che questa chiesa avesse funzione difensiva. S.Giovanni della Langa è databile intorno al 1033, con la fondazione da parte del marchese Adalberto dell'abbazia di Parma; si pensa che quest'ultima tendesse ad occupare località importanti per la viabilità come è appunto il luogo dove è situata la cappella(importante via di comunicazione tra il Piemonte e la Riviera.
A testimoniare l'importanza passata di questa cappella, rimangono alcune parti di un ciclo di affreschi presenti sulla volta ogivale sopra l'altare: le quattro vele ospitano i quattro evangelisti, seduti su troni architettonici, mentre stanno scrivendo i loro Vangeli. Il riconoscimento doveva avvenire tramite le parole scritte sui loro cartigli, mancando gli animali simbolici. I bordi delle vele e i costoloni sono caratterizzati da una decorazione vegetale di difficile interpretazione; all'incrocio di questi ultimi si può osservare un grande cerchio bordato di bianco che incornicia una decorazione a ventaglio geometrico multicolore.

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S. Maria Maddalena

Borgata Ponte

La chiesa Di Santa Maria Maddalena si erge all'interno dell'area del distrutto castello di Murialdo. Il ruolo di chiesa parrocchiale di Murialdo viene sostenuta nel 1760 da monsignor Enrichetto Natta a seguito del rinvenimenti di resti umani presso l'edificio, che portano a ritenere l'esistenza di un'area cimiteriale presso la chiesa. Le documentazioni invece, la rappresentano come semplice cappella del castello; ipotesi che trova riscontro anche nel grande spessore delle mura(85cm) particolarità che rende la cappella perfettamente in linea con la tipologia castellana
Tuttavia, dato che non esistono prove certe, si può dire (in via ipotetica) che dopo San Giovanni, sia stata in origine chiesa parrocchiale addossata al castello. Con l'edificazione di San Lorenzo(già prima del 1445), essa avrebbe perso la sua importanza per ridursi al ruolo di "cappella castri"(cappella del castello) annotata nel 1573. E' possibile inoltre, che la chiesa abbia subito una radicale distruzione assieme al castello 1553 ma poi sia stata ricostruita, nella sua forma attuale nel 1573. La cappella vive la sua esistenza anonima e disagiata; è priva di reddito e nel 1698, mentre altre chiese possiedono beni e suppellettili per l'altare, questa non possiede nulla. Nel 1760 monsignor Natta ne interdice l'uso perchè rovinata e considerata in una zona non agevole. Tra il 1779 e il 1798 viene costruito il campanile e probabilmente anche il portico. Dal punto di vista architettonico, la cappella presenta una struttura a cella in pietra di dimensioni pari a circa 5 metri di profondità per 3,8 di larghezza, con l'altezza all'imposta della volta pari a 2,1 metri circa. Orientata a Nord-Ovest la facciata presenta una porta di accesso centrale e di due finestre laterali. La copertura è costituita di capriate a vista lignee. All'interno del pronao ed inserita nella muratura longitudinale, c'è una pietra scolpita raffigurante l'aquila e il leone, simbolo dei Del Carretto(pezzo proveniente dall'architrave del portale del castello). A filo con la muratura del lato Sud-ovest si innalza il campanile, diviso in tre campi da cornici in laterizio: l'ultimo campo ospita la campana. Cella pronao e campanile sembrano costruiti in tempi diversi.
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S. Pietro

Borgata Piano

Probabilmente sotto l'influenza di San Pietro di Varatella almeno sino al 1440 naque, con la stessa titolazione della chiesa madre, anche San Pietro a Murialdo. Quindi la fondazione di questa cappella potrebbe collocarsi in un momento antecedente al 1440, quando i beni di San Pietro di Varatella vennero ceduti. Dopo tale data essa entrerebbe a far parte del novero degli "oratori pubblici" della comunità di Murialdo, e come tale è riconosciuta nel 1573. La cappella si presenta con pianta rettangolare ad una navata, di dimensioni pari a 7,35 metri di lunghezza per 5,35 di larghezza, spartita da lesene larghe 50cm addossate alle pareti laterali e da esse aggettanti di circa 5cm in due campate voltate a crociera. La costruzione è dotata di un'abside rotonda, larga circa 4,15 metri e profonda 2,5 metri, unica a Murialdo nel suo genere. Esso è ricorperto da una volta a catino ribassato colorato in azzurro sotto la quale è stato costruito in seguito un altare barocco. La facciata principale è dotata di ingresso e una finestra collocata alla sua sinistra.Il portale è in pietra intagliata costituita da due elementi verticali la cui sommità forma la sagoma di mensoline decorative, atte anche a diminuire la luce di libera inflessione
dell'elemento orizzontale che sorreggono. Su quest'ultimo alto circa metri 0,45 si imposta un arco ogivale alla cui sommità è scolpita una croce. La chiesa è dotata di campanile restaurato sicuramente in due fasi (1863 e 1953) fù costruito invece tra il 1779 e il 1792. La campana precedentemente era situata in facciata. Il tabernacolo è in muratura foderato di legno rivestito di seta bianca, la porticina è in legno.
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Cappella Dei Santi Giacomo E Filippo

Borgata Bonetti

All'ingresso della contrada Pallareto, sulla via che dalla langa conduceva a Valle, è situata la cappella dei Santi Giacomo e Filippo. La costruzione è a pianta rettangolare , lunga 6,10 metri e larga 5,85. L'interno è voltato a crociera costolonata; due scalini separano la navata dal presbiterio, di geometria quasi quadrata e voltata a botte. Dal presbiterio si accede a un locale usato come sacrestia coperto da una volta generata dall'intersezione di una volta a crociera e di una a botte. Ovunque la muratura ha spessore di 60-65 cm. In facciata, la porta di ingresso è incorniciata da due finestre ed è sovrastata da un'apertura a lunetta che presenta alcune lesioni; nell'angolo destro la muratura prosegue fino a formare un piccolo campanile a pianta triangolare, la copertura è rappresentata da un blocco di pietra lavorato. La tradizione popolare afferma che questa chiesetta inizialmente si fermava alla struttura del presbiterio e intorno al XVIII-XIX secolo(scampato il pericolo di un'alluvione), venne costruita la parte anteriore come ex voto. La cappella presenta alcune peculiarità: all'interno,
nella fascia superiore della parete absidale, è presente un affresco a quattro riquadri, probabilmente incompleti e sopravvissuti alle ristrutturazioni architettoniche dell'edificio. Singolari e certamente interessanti sono i due santi ai lati del Cristo; la cappella è intitolata ai Santi Giacomo e Filippo, ed in essi dovrebbero riconoscersi i due personaggi raffigurati nell'abside. Come tali li identifica la scrittura a caratteri minuscoli, vergata sul bordo bianco della pittura. La cappella in principio non era intitola ai santi attuali: uil mutamento dei santi precedenti con gli attuali Giacomo e Filippo avvenne nel 1573, quando il vescovo di Alba, monsignor Marino, in occasione della sua visita pastorale, autorizzò gli abitanti della contrada Pallareto a edificare una cappella sui ruderi dell'edificio precedente. La datazione degli affreschi, attribuibile al maturo '500, conferma che la distruzione della cappella di San Mauro e San Gottardo(i santi precedenti), sicura traccia di una presenza benedettina a Murialdo, avvenne verso la fine del XVI secolo, forse a causa di uno dei tanti eventi bellici del periodo.
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Oratorio Di Sant'Agostino

Borgata Ponte

Sull'oratorio(anteriore al 1573) costruito sul pendio sopra a S.Lorenzo, non è stato possibile reperire alcuna fonte documentaria. L'edificio è a pianta rettangolare, con navata unica, ripartita in tre campate mediante l'utilizzo di tre lesene accostate, ognuna sormontata da un capitello composito. La navata coperta da tre volte a crociera, misura 18,60 metri per 5,20 metri. Innalzato di tre gradini si trova il presbiterio, la cui volta a crociera è impostata su pianta quadrata. In questa posizione è situata un'edicola contenente la statua di S.Agostino. La sacrestia è costituita da un vano di 5 metri di larghezza per 4,9 di profondità. La copertura è generata dall'intersezione di una volta a cupola .
con quattro unghie. Cinque finestre si aprono sul lato sinistro della navata; completamente cieca rimane la parte destra, che inizialmente era contro terra e solo recentemente è stata distaccata. La facciata anch'essa in pietra, è intonacata solo fino all'inserimento di travi lignee, atte a sostenere l'antestante portico insieme a due pilastri. Doveva essere vivace e fortemente emotiva, la decorazione pittorica in Sant'Agostino, occupando probabilmente le pareti laterali dell'oratorio in tutta la sua lunghezza; una vera e proprio "rappresentazione", teatralmente distribuita in episodi salienti del Calvario di Cristo. Il Cristo crocefisso è rappresentato nella controfacciata e presenta un'anatomia evidente, quasi geometrizzata, ancora impostata su modelli di fine '400.
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Cappella Di San Rocco E Di San Giuseppe

Borgata Piano

La cappella di San Rocco forma un unico corpo con quella di San Giuseppe; il fabbricato è largo circa 20 metri quadrati. San Rocco ha un solo altare aderente al muro verso Mezzogiorno. Fin dal secolo scorso viene ricordata Maria Vergine e S.Rocco inginocchiati in atto di preghiera; una statua rappresentante S.Rocco con cane ai suoi piedi.Su una parete esterna si intravvede la sagoma di una figura con bambino aureolato e accanto a questa si scorge, molto rimaneggiata, la sagoma di S.Rocco, popolarissimo in quanto protettore contro la peste, che colpì la nostra penisola ripetutamente nel corso del XVII secolo. In connessione con la cappella di S.Rocco, è stata fondata,
a metà del XVIII secolo dalla famiglia Mazza, la cappella di S.Giuseppe. Nel 1798 la chiesa di S.Giuseppe è officiata da don Antonio Mazza, nipote di Giuseppe Amedeo, che vi celebra 25 messe annue, come legato dello zio defunto.
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Cappella Della Madonna Di Loreto

Borgata Valle

Quasi nulle sono le fonti documentarie relative a questa cappella; nel 1573 viene citata come cappella del Comunità, ed è questa l'unica indicazione cronologica, su cui postulare ipotesi sulla sua fondazione. Un altro termine temporale potrebbe rivelarsi dall'analisi del grande riquadro con cornice rappresentante la Madonna con il Bambino; la Madre indossa una preziosa dalmatica e la corona. Ai suoi lati, S. Michele che pesa le anime, e S. Biagio in abiti vescovili. Nella pittura, il volto di S. Biagio è completamente abraso da una caduta di colore, ma il santo è ugualmente riconoscibile perchè trattiene nella mano destra un pettine di ferro, con cui viene straziato durante il martirio. Dalla corona bombata della Madonna di Loreto si dipartono raggi luminosi;
su di essa pendono due turiboli dipinti, sospesi a tre catenelle ciascuno. Lo stile della pittura, sebbene sicuramente artefatto da ritocchi successivi, è attribuibile al primo '600, e confermerebbe quindi il legame tra la cappella e le epidemie di peste. L'edificio è a navata unica, terminante in un presbiterio, per una superficie di circa 46 metri q. La copertura è costituita da volte lunettate. In facciata si ritrova il consueto schema con porta centrale, finestre laterali e apertura sopra il portale. Davanti alla facciata si sviluppa un portico di circa 25 metri q. di superficie, coperto con tegole sorrette da una struttura lignea.
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Madonna Dell'Annunziata

Borgata Isolagrande

La cappella di Isola Grande viene citata fin dal 1573 come "Cappella Annunciata". Intorno alla metà del 1600 compaiono le due titolazioni: la cappella è ancora sotto il titolo dell'aAnnunciazione, ma da alcune viene appellata Assunzione; il cappellano dell'arciprete ha l'obbligo di celebrarvi ogni sabato, escuso il sabato santo, ogni festività di Maria vergine eccetto il giorno della Purificazione. Soltanto tra il 1779 e il 1792 viene costruito il campanile. Nel 1795 la cappella riceve il lascito da parte di Francesco Bertone che ne ripropone il culto della Vergine Assunta. L'edificio è a navata unica, coperta da una volta lunettata divisa in due parti da lesene raccordate da un arco. Un gradino separa la navata dal presbiterio che è coperto da una volta a vela affrescata e culminante in un coro. L'abside rotonda è coperta da una volta a catino unghiata per dar posto a una finestrella rotonda. L'interno della chiesa è avvolto da un rimaneggiamento barocco. Dal presbiterio si accede, attraverso a una porta, alla sacrestia, il cui tracciato è aggettan te sulla geometria originale. Dalla sacrestia attraverso una porta si accede al campanile.
Sulla facciata si aprono due finestre larghe un metro circa. L'inserimento di un portico davanti alla chiesa, ha emarginato una finestra posta superiormente, dotata di vetri colorati. Il campanile è diviso in cinque parti: al piano terra si apre una porta rifinita in laterizio nelll'arco e nelle spalle. Al primo piano si apre una finestra ovale anch'essa rifinita in laterizio con la restante parte in pietra. I restanti settori sono intonacati ed ospitano un orologio al quarto riquadro e le campane al quinto. Sopra il portale di ingresso, un grande ovale barocco con festoni dorati incornicia una madonna con Bambino in cielo; è l'immagine dell'Assunta, cui è intitolata la chiesa di Isola Grande. Si tratta di una immagine simbolica, derivata dalla figura apocalittica della donna che sfugge al drago. La madonna indossa un abito rosa intenso e una sopragonna azzurra ad ampie volute; il Bambino, col capo irraggiato da una corona dorata, trattiene tra le mani una croce da cui si dipartono, verso terra, tra raggi luminosi. L'iconografia e lo stile pittorico riconducono ad un ambiente ligure di maturo '600. La tradizione popolare vuole che lo sfregio sul volto della Madonna sia da attribuirsi a un colpo di spada di un soldato a cavallo napoleonico, inferto in segno di disprezzo e di ira; di li a poco il soldato avrebbe trovato la morte, colpito da una folgore. Da allora ogni tentativo di restauro è fallito, la ferita rimane come per miracolo. Alla cappella di isola grande si lega anche la memoria popolare della guarigione di un bambino di Riofreddo paralizzato alle gambe.
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Cappella Dei Santi Gervasio E Protasio

Borgata Piano

La cappella dei Santi Gervasio e Protasio, già esistente nel 1573, fà parte del novero degli "oratori pubblici" di Murialdo e consiste in una cella voltata a botte, di dimensioni 3,35 metri per 3,3 circa; è dotata di due finestre laterali, una delle quali è murata. L'imposta della volta è di metri 2,10. Si accede tramite una semplice porta rettangolare, incorniciata da due finestre. Antistante alla cella, ed in complera aderenza con quest'ultima, si sviluppa un'anticella o pronao, in contatto con l'esterno tramite un'apertura che disegna un arco delineato da blocchi di pietra ben intagliati. questo piccolo locale era destinato ad ospitare fedeli o vinadanti di passaggio; è coperto da capriate lignee di recente costruzione, che dovrebbero rispondere la tipologia
del tetto precendente. Nel grande dipinto collocato sulla parete absidale vediamo rappresentati i martiri in abiti romani inginocchiati ai piedi della Madonna col Bambino, sorretta in cielo da nubi. Due angeli ai lati della vergine recano le palme e le croci del martirio. La stessa immagine, più costretta entro una cornice ridotta, compare anche sulla porta di facciata all'esterno.
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Madonna Della Neve

Borgata Piano

La chiesa si presenta a navata unica rettangolare orientata est-ovest, coperta da volte a botte raccordate alle lesene con profilo a mezza luna; una grave lesione della volta compromette anche l'arco della finestra, oggi sorretta da puntelli di legno. Infiltrazioni diffuse sono un segnale di pericolo per l'intera struttura. Il presbiterio è rettangolare, anch'esso voltato a botte con quattro unghie, sulla parete di fondo è tagliata una finestra. Tramite una piccola porta dal presbiterio si accede alla sacrestia un locale fortemente danneggiato.Appare isolata l'architettura della facciata principale che presenta una bombatura; nella parte centrale, piena, si apre la porta d'ingresso,incorniciata ai lati da blocchi in pietra ben intagliata e lavorati a bugnato, sovrastati dan un architrave. Superiormente si apre una finestra rettangolare, perfettamente allineata con il campanile sovrastante. L'ingresso è arricchito da un protiro a edicola, aggiunto posteriormente rispetto alla facciata.
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Sant'Antonio Abate

Borgata Valle

E' la chiesa parrocchiale di Valle. Questa chiesa ha origini molto antiche; la sua titolazione pare dovuta all'Ordine degli Antoniani. Nel 1573 monsignor Marino, in Visita Pastorale a Murialdo, dà alla chiesa di Sant'Antonio Abate una preminenza su tutte le altre cappelle esistenti nella parte alta di Murialdo. La cappella venne eletta a parrocchia il 21 agosto 1917, come ricorda don Pollano. La chiesa è a tre navate suddivisa da pilastri affiancati da doppie lesene accostate, per una sezione totale di 1,2 metri per 1,2 metri. La navata centrale coperta da volta lunettata, conclude con un presbiterio rialzato e incorniciato da un arco trionfale. le navate laterali , voltate a crociera, terminano con due altari. L'orientamento della struttura vede ad ovest l'ingresso originario e ad est la zona absidale. La facciata principale è stata raccordata alla sacrestia: sulle due strutture inizialmente divise, è stata costruita una struttura sopraelevata sostenuta da una volta lunettata. Dotata di campanile in tre campi, due dei quali ciechi; l'ultimo ospita le campane. Ai lati dell'ingresso del portico di facciata, due grandi cornici di forma arcuata nella parte superiore, delimitano due pitture fortemente ritoccate nei
tempi. Nel riquadro di destra sono ritratti Sant'Antonio Abate titolare della parrocchia e San Giovanni Nepomuceno. L'altro riquadro, che mostra pesanti cadute di intonaco nella parte inferiore, ospita un gigantesco San Cristoforo, con le gambe sproporzionatamente lunghe rispetto al busto. Il santo trasporta sulle spalle il cristo Bambino, facendosi strada nel fiume con un tronco d'albero. Queste pitture, di mediocre qualità, possono essere collocate tra il XVI e il XVII secolo, indubbi e irrimediabili sono i ritocchi nelle epoche successive.
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S. Bernardo

Borgata Ponte

Citato nel 1573 tra le cappelle di Murialdo oggi non esiste più. Costruita presumibilmente sul crocevia che da Perlo scendeva a Murialdo, oggi ne è rimasto solo un pilone. E' possibili che, andato in rovina l'edificio "esistente sulla Langa", il culto del santo titolare si sia spostato nella chiesa di San Bernardo al Ponte che assume cosi il titolo di San Bernardo, Bernardino e Barnaba. Questa chiesa potrebbe essere sorta verso la metà del XVII secolo. Nel 1713 viene nominata tra le chiese pubbliche.
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S. Lorenzo

Borgata Ponte

La chiesa di San Lorenzo è la parrocchia di Murialdo. L'11 gennaio 1440 fli uomini di Murialdo vengono autorizzati a costruire una nuova chiesa. La costruzione avviene probabilmente sulle fondamenta dell'edificio precedente e termina nel 1445 come testimonia l'epigrafe sul portale. Tra il 1400 e i primi del 1500 le fonti documentarie non danno che scarse notizie: la chiesa viene citata in un atto di vendita del 1519 ma solo come confinante. Nel 1567 la parrocchiale di S.Lorenzo riceve decime da tutta la popolazione e possiede alcuni castagneti. Nel 1573 monsignor vincenzo Marino scorpora le contrade di Valle, Brigneta, Albareta e Isolagrande dalla chiesa madre, affidandole alle cure del cappellano dipendente da S.Lorenzo e concedendo il diritto di sepoltura alla chiesa di S.Antonio tuttavia la titolarità della "rettoria" di S.Lorenzo ricopre, a tutti gli effetti ecclesiastici, l'intero territorio di Murialdo. Ai primi del secolo XVII l'edificio conserva ancora l'impostazione architettonica originaria, con tre navate sostenute da slanciate colonne rotonde e tetto a vista; possiede tre altari:
l'altare maggiore dedicato a S.Lorenzo, quello di destra dedicato alla Vergine del rosario, che è posto sotto le cure della veneranda Compagnia del Rosario e quello di sinistra dedicato alla Beata Vergine. Nel 1629 la "rettoria" di S.Lorenzo ascende al rango di "prevostura". Nel 1633 la comunità di Murialdo fà rifondere le campane del campanile. Anche il tetto abbisogna di restauri urgenti, poichè la pioggia danneggia la chiesa, e il pavimento dovrebbe essere "eguagliato". L'altare maggiore ha la tavola tutta rovinata come l'altare del Carmine. A tutti questi lavori urgenti la chiesa può far fronte con un reddito di 45 aurei, più le decime del grano e del vino. nel 1657 la chiesa ha un reddito di 250 lire che consiste in decime, affitti e beni stabili. Attorno a questo periodo viene rifatto il tetto con una copertura di coppi. Nel 1668, grazie a migliori condizioni economiche, inizia una lunga serie di restauri.
Ma solo dieci anni dopo si pone mano al restauro definitivo: a partire dal 1676 l'edificio viene rimaneggiato secondo il nuovo gusto barocco: le agili colonne rotonde vengono inglobate nella pilastratura che sostiene ora la volta; nel 1679 la chiesa è al tetto, ma nel 1681 si comprano ancora mattoni per finire l'opera. In un momento non precisato tra il 1689 ed il 1698 vengono costruiti gli altari di S.Grato e della Beata Vergine dei Sette Dolori. Intanto nel 1693 la chiesa di S.Lorenzo è salita al rango di "arcipretura". A metà del 1700 la chiesa ha ancora il cimitero addossato "alla parte sinistra" e Monsignor Enrichetto Natta prescrive che gli si accomodi la porta. All'interno della chiesa sono avvenute alcune trasformazioni: l'altare della Vergine dei Sette Dolori, viene ad identificarsi come "Altare della Santissima Sindone", pur essendo oggi comunemente noto come "Altare del Suffragio";
San Grato passa in sottordine rispetto all'Immacolata Concezione. Nel 1795/96 la chiesa viene fortemente danneggiata dalle battaglie napoleoniche anche se non tutto viene distrutto. Intanto nel 1851, la parrochia si era dotata di un organo costruito dall'organaro Giuseppe Buffetti da Rivoli. Al 1885 la chiesa ha un notevole arricchimento di opere d'arte tra cui moltissimi quadri. Nel 1895 vengono pagate 2050 lire ai pittori Biestro e Jorio probabilmente per la decorazione della volta. La più antica campana della parrocchia è datata 1854 fusa dalla ditta Vallino di Bra. Su quell maggiore si legge "S.Maria Maddalena, S.Giovanni Battista - Ricordo del Concilio Vaticano 1966. L'ultima invece è stata fusa dalla ditta Roberto Mazzola di Valduggia nel 1968. Intorno alla metà del 1800 è stata anpliata l'altica sacrestia, in questi locali nel 1884 è stato realizzato un pavimento di marmo. L'organo è ancora al suo posto ma "tutto guasto" e inutilizzabile". La triste situazione di questo strumento cambia nel 1939 quando don Giovanni Pollano, arciprete di Murialdo, commissiona il restauro all'organaro Alfredo Cardone che lo attrezza di elettroventilatore. Nel 1941 viene rifatto il tetto della sacrestia e in occasione del cinquantenario della ricostruzione viene realizzato il piazzale antistante e laterale alla chiesa.
L'edificio ha pianta rettangolare ripartito in tre navate mediante sostegni allineati che supportano una successione di archi. La copertura è costituita da tre volte a crociera. La navata centrale, impreziosita da un pulpito barocco che fascia la preesistente struttura originale appoggiata su una longilinea colonnina, termina nell'arco trionfale. Nella muratura perimetrale dell'area presbiterale, sui lati nord, est e sud , si aprono finestre strombate di larghezza variabile dai 40 agli 80 cm. Il profilo delle tre navate, la cui principale è leggermente più alta, è rispettato anche all'esterno, la facciata è infatti scandita da due lesene che dividono il lunghezza la parete, inquadrando lo spazio centrale, con il portale sovrastato dal rosone; anche la copertura esterna mantiene la tripartizione. Il portale ad ogiva occupa gran parte della facciata. Piuttosto ricercati gli effetti cromatici nella strombatura del timpano, ottenuti con l'accostamento del colore nero, rosso e bianco. Lo sguancio del portale vede tre colonnine in arenaria, dal capitello fino a circa metà del fusto, donde la forma delle colonnine prosegue con mattoni appositamente profilati. Al di sotto di tale porzione sono appena identificapili due leoni scolpiti di profilo nella fasci più interna dello sguancio. Meglio conservati sono i sette capitelli e le due testine che fungono da mensola all'architrave; i capitelli sono decorati da un motivo vegetale dai profili tondi, mai spigolosi, che sembra simulare piccole foglie. Le due maschere, affiancate l'una di fronte all'altra sui due esterni degli stipiti, rispettano le dimensioni dei sei capitelli. La decorazione in arenaria di maggior rilievo è naturalmente quella dell'architrave, realizzata in un unico blocco di pietra, leggermente arcuata sul bordo superiore. Essa presenta una fascia iscritta con al di sotto il corpo di S.Lorenzo che giace sulla graticola. Probabilmente il portale originale era siutuato sul lato nord dove sono ancora visibili tutt'ora alcuni segni. Il rosone sopra il portale è di origine '400esca. Il campanile è a base quadrata, è impostato sulla campata terminale della navata destra. Il fonte battesimale venne ritrovato fortuitamente nel cimitero vecchio sottostante la chiesa, al di là della strada in buono stato di conservazione.
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S. Sebastiano

Borgata Piani

La prima citazione della cappella risale al 1573. Nel 1667 si precisa che è intotolata a S.Sebastiano ma anche a S.Fabiano. Nel 1713 il parroco Don Antonio Domenico Gorresio, descrive la dote della cappella, e dice che essa possiede un solo altare, e che la campana definita antichissima, è posta sulla muraglia alteriore. Nel 1792 lo stesso parroco nota che sono stati fatti dei restauri sull'altare. La cella è a pianta rettangolare coperta da una volta a botte, movimentata dall'inserimento di quattro unghie appoggiate ad un cornicione che definisce l'intero perimetro. La facciata principale è costituita da un muro scarpato, che nella parte sinistra ha uno spessore di 90cm; vi si aprono due finestre laterali e la porta centrale. Nella parte superiore si intravvedono le tracce di un piccolo rosone murato. Anteriormente alla cella è collocato un portico.
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S. Giacomo

Borgata Piano

Le origini di questa chiesa sono controverse, sino al 1605 la cappella ha il procuratore nominato dalla comunità e sino al 1698 risulta fondata e mantenuta dal comune. Nel 1769 monsignor Natta, nel descriverla, la dice proprietà della famiglia Ghisolfo che si è estinta, quindi è mantenuta dal comune. La chiesa è a navata unica, coperta da una volta a botte lunettata, con presbiterio voltato a crociera. Due finestre dipinte nella navata centrale lasciano intendere l'esistenza di precedenti aperture, murate in un secondo tempo. La facciata è dotata di una porta centrale, affiancata da sue finestre e sovrastata da una monofora. Un setto murario contenente la campana si alza oltre la copertura, a filo della facciata principale.
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S. Antonio Di Padova

Borgata Piani

Nel 1667 la chiesa risulta già esistente e di proprietà di Guglielmino Odella. quindi dovrebbe essere stata fondata intorno al 1650 circa; nel 1695 la cappella riceve un lascito di 500 lire dai fratelli Giovanni, Pietro e Bartolomeo Odella, con atto rogato notaio Giovanni Angelo Calleri. Nel 1710 con atto rogato notaio Francesco Salvagno, riceve un legato di 100 lire da Pietro Odella del fù Guglielmo
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Cappella Di San Tommaso


Borgata Ponte

Si tratta di una costruzione primitiva, fondata e dotata nel 1660 da don Tommaso Percivalle, e intitolata ai Santi Tommaso e Giovanni apostoli. La cappella sembra non aver subito sostanziali modifiche delle strutture; è ad una navata, orientata con ingresso ad est, voltata a crociera e comunicante mediante arco trionfale con un presbiterio, anch'esso voltato a crociera. Le dimensioni dei vani descritti sono pari a 5,6 metri circa per 3 metri circa. Alle spalle del presbiterio, attraverso una porticina larga circa 70cm, si accede alla sacrestia, piccolo vano largo 2,6 metri e profondo circa 1,25 circa. Da segnalare la presenza di un meccanismo fornito di orologio, che ad ogni ora comanda i rintocchi delle campane. La facciata di semplice fattura è dotata di una porta d'accesso e di una soprastante finestra. Il campanile, a filo della muratura dell'angolo nord-est, è spartito in due ordini, in uno dei quali sono ospitate le campane.
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Santa Maria Degli Angeli

Borgata Riofreddo

Santa Maria Degli Angeli è a navata unica e voltata a vela di superficie pari a 36 metri q. e terminante in un presbiterio, coperto in una volta lunettata di 25 metri q. circa di superficie, dotato di abside rotonda. In quest'ultima spartita in tre zone si aprono due finestre e nella parte centrale è insita la statua della Madonna attorniata da angeli. Il coro è in legno che fodera l'intero presbiterio, voltato a catino con unghia centrale. In un secondo tempo rispetto alla fondazione venne costruita una seconda navata. Da segnalare la presenza di un matroneo collocato sopra la navata aggiunta, accessibile solo ai signori che abitavano la casa attigua. Gravi lesioni sono presenti soprattutto nella zona absidale. Di pregio anche la copertura, realizzata con scandole di legno sopvrapposte. La facciata principale coincide con la sola navata originaria ed è movimentata da decori di gusto tardo barocco ; ha una porta d'ingresso e una sovrastante finestra trilobata, il tutto incorniciato da due lesene terminanti in capitelli. Collocato a qualche decina di metri dalla chiesa vi è il campanile:
diviso in cinque campi di cui quello inferiore è dotato di porta di accesso. Dalla seconda divisione si impostano due lesene angolari, interrotte sotto l'alloggiamento della campana, da un cornicione. Più in alto è impostato, a base rettangolare, un ulteriore setto, totalmente cieco, che si conclude con la copertura del campanile. rimane sopra il piccolo portale d'ingresso, un riquadro arcuato ospitante una delicatissima scena sacra.
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S. Rocco

Borgata Riofreddo

La chiesa è di recente costruzione, risale agli ultimi anni '60. Si tratta di una struttura in pietra, legno e cemento armato, fatta costruire da Don Carlo Giacchello con il prezioso aiuto di tutta la popolazione di Riofreddo, che ha provveduto al materiale reperimento delle pietre. E' ad una navata, terminante in un abside in tre settori rettilinei. La secrestia e la torre campanaria sono collocate rispettivamente a sinistra e a destra della zona presbiterale. Riofreddo aveva un'altra chiesa, dedicata allo stesso S.Rocco, oggi privata ed adibita a magazzino.
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